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Siniscola
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mwfqSiniscola ([sinisˈkɔla]cite-ref-3[3], in sardo Thiniscòle) è un mwhqcomune italiano di mwhg11 134 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della costa orientale della mwiwSardegna, in mwjaprovincia di Nuoro, nella subregione storica delle mwjqBaronie, della quale rappresenta il centro più importante.
Contents
• Storia
• Simboli
• Spiagge
• Società
• Cultura
• Musica
• Cucina
• Sport
• Calcio
• Note
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Origini del nome
Il nome potrebbe essere preromano, anche se per mwkqMassimo Pittau deriverebbe dal mwkglatino mwkwfīnis scholae (confine del terreno).
Storia
Periodo prenuragico e nuragico
Tra i reperti risalenti all'età mwngprenuragica sul territorio di Siniscola, vi sono i mwnwmicroliti geometrici in mwoaselce e mwoqossidiana del tipo a trapezio e a semiluna, attribuibili al mwogneolitico antico (6000 a.C.), sono stati raccolti in passato nelle dune di Capo Comino, mentre si possono trovare evidenti tracce di frequentazione umana, risalenti al neolitico all'esterno della grotta di Elène Portiche sita sul versante occidentale di Monte Lattu e nel terreno circostante sono stati ritrovati frammenti di vasi decorati (seconda metà del 5000 a.C.)
Sul mwqaMonte Albo (Arvu) sono presenti diversi mwqqnuraghi: mwqgSas piperas, nuraghi di mwqwPunta 'e su pitzu e mwraBona fraule, nuraghe mwrqConcas, nuraghe mwrgSa punta 'e sa thurulia, nuraghe mwrwPunta nurache, nuraghi mwsaPunta su ramasinu, e nuraghe mwsqPunta ischiriddè; grotta mwsgSa prejone e s'orcu, grotta mwswSa conca ruja. Sul monte Lattu si trova il nuraghe mwtaSa gurutta. Ai piedi di Monte Tintiri, non lontano dalla strada che conduce a La Caletta il nuraghe mwtqGorropis. Nuraghe mwtgSa domo bianca è situato presso la foce del rio di Siniscola all'interno del giardino di un'abitazione. Il nuraghe mwtwConca umosa, il nuraghe mwuaPaule 'e luca e il villaggio di Rempellos sono nei pressi di Bèrchida. Nuraghe mwuqArtora, sull'estrema punta di Capo Comino a 158 m di altitudine. Il nuraghe mwugNidu de abile, a Capo Comino, ridotto ormai a un cumulo di rovine, sulla cima dell'omonima punta (126mwuw m mwvas.l.m.). Le mwvqmwvgDomus de janas di Cuccuru 'e Janas sono situate nella strada provinciale tra Siniscola e La Caletta, mentre le mwvwtombe dei giganti di mwwaSu piccante, di mwwqSas colovranas e mwwgSu itichinzu si trovano tra Capo Comino e Irgoli.
Storia medioevale
Nell'anno mwxq1100, il borgo di Siniscola era inserito nella mwxgcuratoria di mwxwPosada, facente parte del mwyagiudicato di Gallura. Dal mwyq1300 circa il giudicato di Gallura venne assoggettato direttamente da mwygPisa e fu governato da un vicario. Per opera dei pisani, Terranova (mwywOlbia) e Orosei, vennero cinte da mura e passarono allo status di mwzacomuni; contemporaneamente furono potenziati i porti di Terranova, Orosei, Santa Reparata, Posada e Santa Lucia di Siniscola.
Con la mwzgconquista catalano-aragonese del mwzw1323 si concluse la parentesi pisana. Nella metà del Trecento gli mwaaaragonesi frazionano la Gallura giudicale in varie entità amministrative, sancendo la definitiva divisione del territorio giudicale tra l'odierna Gallura e quello dell'antica bassa Gallura (attuale Baronia) con centro principale a Orosei. Nel mwaq1431 Posada fu infeudata dalla Casa di Aragona ai mwagCarroz, conti di Mandas e Terranova, elevata al rango di Baronia e organizzata come capoluogo dei villaggi Torpè, Siniscola e Lodè.
Storia moderna
Nel mwcq1514 i mwcgmori raggiunsero le coste di Siniscola, approdarono senza incontrare resistenza e saccheggiarono Siniscola, Torpè e Lodè. Per queste continue scorrerie, gli abitanti di Lodè, Torpè e Siniscola minacciarono di abbandonare i loro villaggi e di trasferirsi attorno alla Rocca di Posada, in attesa di un sistema di difesa adeguato. Tra il mwcw1500 e il mwda1600 per ordine del mwdqCapità y alcait di mwdgCastel Aragonese, in seguito al viaggio di perlustrazione che nel mwdw1573 fece don Marco Antonio Camos, capitano di mweaIglesias, furono costruite in posizione strategica le mweqtorri litoranee, a difesa delle popolazioni costiere, più esposte ai pericoli di invasioni dei pirati; tra Siniscola e Posada ben si conservano le torri di San Giovanni di Posada e di Santa Lucia di Siniscola.
Nel febbraio del mwew1581 i barbareschi sbarcarono in forze presso Santa Lucia (dove ancora non c'era la torre, la cui costruzione iniziò poco dopo) e depredarono, uccisero e fecero prigionieri. Ma sulla via del ritorno alle loro navi, trovarono le squadre armate di Bernardino Puliga, nobile originario di mwfaSassari, poi divenuto eroe locale siniscolese, che li sconfisse mettendoli in fuga, recuperando il bottino e liberando i prigionieri.
I mwfgbaroni che si succedettero nel territorio della Baronia non ebbero molta cura del mwfwfeudo, tanto che nel mwga1623, il consiglio del Real patrimonio d'Aragona, sequestrò il feudo al legittimo titolare Michele Portugues, il quale non vi aveva organizzato alcun sistema difensivo contro i pirati mwgqsaraceni, e lo costrinse a procedimenti giudiziari di riscatto che poi lo condussero alla perdita fallimentare della proprietà e del titolo.
Sul finire del mwgwXVIII secolo, durante il periodo mwhasabaudo, si verificarono i cosiddetti mwhqmoti rivoluzionari sardi. I moti rivoluzionari dell'epoca interessano anche la Baronia di Posada, ma le rivolte non riguardavano direttamente i mwhgSavoia, bensì erano condotte contro i baroni dei centri abitati di Posada, Siniscola, Lodè e Torpè rappresentati in un unico feudo posseduto da donna Marianna Nin Zatrillas, duchessa di Sotomayor e moglie di don Modesto della Escossura, che viveva in mwhwSpagna e riceveva i benefici feudali dagli amministratori residenti in Sardegna. Tuttavia le persone coinvolte nei moti rivoluzionari in Baronia, come nel resto dell'isola, furono schedate nei singoli mandamenti giudiziari piemontesi, documenti presenti oggi nell'mwiaarchivio di Stato di Torino.
Storia contemporanea
Nel censimento del mwiw1846 Siniscola contava 2.521 abitanti, il centro urbano era ricompreso all'interno di un triangolo ideale formato dalle attuali via Sant'Antonio, via Piemonte e via Roma. Il perimetro del triangolo coincideva, presumibilmente, con l'antica fortificazione muraria, eretta nel mwjaXVI secolo per difendere la popolazione dalle invasioni saracene. A metà del mwjqXIX secolo, dell'antica fortificazione, restavano solo i nomi di tre porte: Porta Pantea, Sa Turrita e Sa Porta.
Per la contea del Montalbo in Baronia, Il processo di abolizione del feudalesimo partì nel mwjw1838, e terminò in ritardo rispetto ad altre zone della Sardegna, a causa di un lungo contenzioso. Fu un ventennio di litigi tra i feudatari spagnoli, il Supremo Consiglio di Torino e la Regia Delegazione di Cagliari, incaricata del riscatto dei feudi. Alla fine il paese venne riscattato agli ultimi feudatari, i Nin Zatrillas, e divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.
Nel mwkq1853 vennero presi provvedimenti per il crescente fenomeno del mwkgbanditismo e le carceri venivano spostate dall'abitato di Posada per essere dislocate su tutto il suo territorio. L'abitato di Siniscola, capoluogo di mandamento, disponeva di due stanze per la custodia dei detenuti di passaggio, e la sede stabile dei Cavalleggeri di Sardegna. La Baronia fu l'ultimo feudo ad essere riscattato dai Savoia, intorno al mwkw1860.
A Siniscola dagli anni mwlq1830 al mwlg1870 si visse un periodo di insicurezza, sia per gli omicidi, i furti, le grassazioni, gli assalti alle case che per le disfunzioni del sistema giudiziario. Le proteste popolari del mwlw1852, furono aspramente represse dalle truppe reali a Siniscola e nelle altre parti della Sardegna, teatro del malcontento. La postazione dei mwmacarabinieri reali a Siniscola, poteva contare su cinque o sei militari, i quali si occupavano soltanto di garantire la sicurezza e la tutela dei Sindaci e dei Giudici. Nel mwmq1869 il tema dell'amministrazione della giustizia nei mandamenti del Nuorese e della Sardegna, occuperà una parte rilevante nella denuncia delle peculiari condizioni dell'isola e della necessità di risolverle, da parte del governo in seguito alla visita della Commissione Depretis. Si denunciava di solito il numero sempre crescente dei nati e delle controversie civili nel mandamento di Siniscola.
I tumulti di Siniscola e l'incendio del Municipio dell'agosto del mwmw1906 sono stati la conseguenza di una situazione di malessere generale, che era diffuso in tutta la Sardegna. Una tra le tante cause affonda le radici nel mwna1887, quando scattò il protezionismo doganale ed i prodotti dell'agricoltura e della pastorizia non presero più il largo dagli approdi sardi diretti a mwnqMarsiglia (al mercato francese giungevano anche partendo dai porti di La Caletta ed Orosei).
Nel 29 dicembre mwnw1902, da Eugenio notaio della stessa città e da Giuseppina Unali, nacque a Siniscola Antonio Marongiu, noto scrittore di saggi politici.
Sul territorio baroniese intorno al mwog1930 vengono eseguite importanti opere pubbliche come la costruzione dell'acquedotto a servizio di Siniscola e La Caletta, con la captazione delle sorgenti dei mwowMonte Albo, la formazione di un primo impianto di fognature miste nel centro storico di Siniscola e la mwpabonifica delle mwpqpaludi costiere circondanti La Caletta, con la costruzione dei canale Vivarelli e dei suoi rami secondari.
Nel mwpw1940 iniziò per l'Italia e per la Sardegna la mwqaseconda guerra mondiale. L'isola subì subito le conseguenze economiche del conflitto: l'insularità e il controllo del mare da parte nemica limitò la possibilità di commercio e la Sardegna fu costretta a contare soltanto sulle sue modeste risorse. Anche il paese di Siniscola soffrì per la dolorosa e pesante partenza dei giovani, inviati a combattere nei diversi fronti di guerra.
Nel mwqg1957 fu ricostruito e fortificato il porto di “Pedras Nieddas ” antico nome in mwqwsardo della località di La Caletta. Porto di notevole importanza per gli scambi commerciali, vi facevano tappa periodicamente i piroscafi "postali" che collegavano la Sardegna con mwraCivitavecchia, mwrqLivorno e mwrgGenova. Venivano imbarcate svariate qualità di merci, principalmente i minerali estratti dalle miniere di mwrwLula ed il mwsacarbone di legna prodotto nei boschi dell'entroterra.
Dal mwtg1950 in sintonia con le trasformazioni sociali ed economiche seguenti al secondo conflitto mondiale, da Siniscola e da altri paesi sardi partono grandi mwtwflussi migratori verso l'mwuaItalia continentale ed i paesi stranieri; negli mwuqanni settanta il flusso si interrompe ed addirittura si inverte, con il rientro degli emigrati, nel frattempo divenuti forza lavoro specializzata. Il settore primario perde il suo ruolo guida, sostituito dall'avvento della meccanizzazione.
Si sviluppano il settore industriale e artigianale: sono di questi anni l'avvio della produzione da parte delle società Sardocalce, Marfili, Sils Laterizi, Aurora Marmi, ecc. Si afferma lentamente il settore mwuwturistico, grazie anche all'edificazione di strutture alberghiere a La Caletta. Si assiste alla crescita del settore terziario e parallelamente si segnala la forte crescita demografica, dai 5.705 abitanti dei mwva1951, si passa infatti ai 7.013 del mwvq1971.
Dalla fine degli mwvwanni sessanta il centro urbano di Siniscola si espande verso le zone agrarie circostanti. Nascono i nuovi quartieri di "Monte Idda", "Funtana", "Furreddu”, "Picuzare", "Sa Sedda" , "S. Efisio" e "Coccorra".
Tra gli anni cinquanta e sessanta ha origine anche il fenomeno degli insediamenti rurali stabili: "Attraverso i finanziamenti per la riforma agraria, I'E.T.F.A.S., Ente Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura, procede alla trasformazione e valorizzazione di oltre 600 ettari e alla successiva assegnazione agli agricoltori". Le aziende o mwyapoderi, vengono concentrate in cinque località: tre costiere (La Caletta, Capo Comino, Berchida) e due nell'entroterra (San Narciso e Murtas Artas). Gli insediamenti rurali riceveranno, negli anni successivi, un impulso notevole anche grazie alla realizzazione, a partire dagli anni sessanta, della rete irrigua ad opera dei Consorzio di Bonifica.
Parallelamente allo sviluppo della struttura economica nella sua globalità, si determina l'ulteriore crescita dagli insediamenti urbani. A poca distanza dal centro, a guida di quartieri residenziali satellite, nascono gli insediamenti di Janna e Frores e San Narciso e si assiste alla crescita repentina di una serie di insediamenti abusivi, da quelli circoscritti a poche unità edilizie a quelli formati da centinaia di costruzioni: è il caso della zona di "Su Tiliò", "Avedì", "Sa Petra Ruia". Il fabbisogno abitativo primario trova parzialmente risposta nel territorio agricolo con significative concentrazioni nella zona di San Narciso, S'Alapattu, Marinedda, S'Aspidda e Garraù.
Anche se con notevoli ritardi, negli anni ottanta l'amministrazione comunale adotta una serie di mwywpiani urbanistici. Siniscola passa dai 10.234 abitanti del mwza1991 a 11.603 abitanti nel mwzq2010 con 11 frazioni: Berchida, Cantoniera Berchida, Capo Comino, Cuccuru e Iana, Ena 'e s'Achitta-Su Tiliò, mwzgIscra e Voes, La Caletta, Murtas Artas, Santa Lucia, Su Pranu, Tanca Altara.
Il 28 maggio mw0a2013, il mw0qpresidente della repubblica mw0gGiorgio Napolitano firma il decreto con cui Siniscola viene elevata al rango di mw0wcittà.
Simboli
Lo stemma comunale di Siniscola è stato concesso con mw2gdecreto del presidente della Repubblica in data 19 luglio 1999.cite-ref-5[5]
Lo stemma di Siniscola è mw4atroncato semipartito: nel primo, mw4qtroncato di azzurro e oro, è presente il mw4ggallo, simbolo del giudicato di Gallura, al quale Siniscola apparteneva all'epoca dei mw4wgiudicati; il secondo, riporta lo mw5ascaccato di azzurro e argento, di sedici pezzi: l'azzurro ricorda il mare che bagna il territorio di Siniscola e l'argento il Montalbo che sorge alle spalle della città; il terzo, su sfondo azzurro, riporta la torre aragonese di Santa Lucia, costruita a sentinella per segnalare le incursioni saracene tra il 1500 e il 1600.
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Onorificenze
Titolo di Città
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Conferito a Siniscola il 28 maggio 2013 dal
presidente della Repubblica
.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Chiesa di Santa Lucia
• Chiesa del Rosario
• Chiesa di San Giovanni Battista
• Chiesa delle Grazie
• Chiesa di Sant'Antonio
Il monumento agli emigrati
Situato all'ingresso di Siniscola all'inizio di via Padre Kolbe, il monumento è stato inaugurato il 2 settembre 2023 come ricordo degli emigrati siniscolesi che, dopo il secondo dopoguerra, hanno lasciato la Sardegna per trovare lavoro nel resto dell'Italia e all'estero (soprattutto in Germania e in Belgio).
Il monumento, promosso dall'Associazione Auser locale e dal Comune di Siniscola, consiste in una lastra di granito del peso di 3 tonnellate sulla cui superficie vi è un murales, raffigurante un uomo che abbandona la propria casa nella speranza di trovare al di fuori di essa una vita più dignitosa. A seguito dell'inaugurazione, ogni 5 agosto verrà ricordato come Giornata degli emigrati sardi.
Siti archeologici
• Domus de janas di Cucuru 'e Janas, lungo la strada che si collega a la Caletta
• Grotta di Sa Prejone e s'Orcu sul Montalbo
• Grotta di Sa Conca Ruja sul Montalbo
• Area archeologica di Bèrchida: villaggio prenuragico
• Tomba dei giganti di Su Picante, tra capo Comino e Irgoli
• Tomba dei giganti di Su 'Itichinzu, tra capo Comino e Irgoli
• Villaggio di Rempellos nei pressi della mwaraspiaggia di Berchida
La grotta di Gana 'e Gortoe
Situata dentro la città in via Olbia, la grotta venne usata durante la mwarmSeconda guerra mondiale come vero e proprio rifugio antiaereo per i cittadini siniscolesi, i quali vi si nascondevano durante il passaggio degli aerei. Dentro la grotta è presente un corso d'acqua che sfocia a "funtana" (la fonte dove negli mwarqanni trenta si andava a lavare e prendere l'acqua). L'origine di questo corso d'acqua è ignota, visto che la grotta è in parte inesplorata. Al suo interno si trovano resti di brocche d'origine etrusca.
Spiagge
Siniscola è una meta turistica molto apprezzata in Sardegna, in particolar modo per le sue spiagge:
• mwaseLa Caletta
• mwasmSanta Lucia
• Sa Petra Ruja
• S'ena e sa Chitta
• mwascCapo Comino
• mwaskBèrchida
Zone umide
Società
Evoluzione demografica
In base ai dati del mwatecensimento mwati2001 nel comune di Siniscola sono stati rilevati mwatm10 900 abitanti residenti, dei quali mwatq7 739 abitanti (pari al 71%) nel centro urbano di Siniscola. Le rimanenti mwatulocalità abitate del territorio comunale sono mwatyLa Caletta con mwatc1 348 abitanti, mwatgSanta Lucia con 154 e mwatkCapo Comino con 27 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a mwato1 632 unità.
Abitanti censiticite-ref-7[7]
Etnie e minoranze straniere
Stranieri residenti al 31 dicembre 2016 fonte mwauiISTAT:
• 453 (4% circa della popolazione totalecite-ref-8[8])
Lingue e dialetti
Cultura
Musica
Siniscola, oltre ad ospitare diversi gruppi folk che si esibiscono in spettacoli di mwavamusica tradizionale sardacite-ref-9[9], è considerata la "mwavucapitale mwavyrock" della mwavcSardegnacite-ref-10[10]. Infatti la cittadina baroniese ha dato i natali, oltre che al cantante del mwavwBanco del Mutuo Soccorso mwav0Francesco Di Giacomo, a vari mwav4gruppi musicali del panorama rock isolano, come gli Askracite-ref-11[11], i mwawqKenze Nekecite-ref-12[12], i Keret Korria, i KNA, gli Tzoku, i mwawoRuja Karrera e Isaluticite-ref-13[13]cite-ref-14[14].
Negli ultimi anni si è ampliata sul territorio la presenza di crew e collettivi hip hop, dando vita ad un vero e proprio ambiente vivo e influente, formato prevalentemente da mc's e bboy. Tra i vari esponenti della scena troviamo la Cronaca Nera, crew di mc's e writer, capeggiata dal rapper Cronocite-ref-15[15].
Cucina
Istruzione
Nel territorio comunale sono presenti 4 Scuole dell'infanzia, 3 scuole primarie, 2 Scuole secondarie di primo grado e 3 istituti secondari di secondo grado. È presente inoltre la MeA scuola civica di musica.
Infrastrutture e trasporti
La città è servita dalla mwaykStrada statale 131 Diramazione Centrale Nuorese e dalla mwayoStrada statale 125 Orientale Sarda.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Ercole Pietro Fenu | lista eterogenea | sindaco | [ 17 ] |
| 27 aprile 1997 | 13 maggio 2001 | Giuseppe Pipere | lista civica | Sindaco | [ 18 ] |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Lorenzo Pau | liste civiche di centro-sinistra | Sindaco | [ 19 ] |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Lorenzo Pau | lista civica "Progetto" | Sindaco | [ 20 ] |
| 15 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Rocco Celentano | lista civica "Orizzonte Siniscola" | Sindaco | [ 21 ] |
| 5 giugno 2016 | 11 ottobre 2021 | Gian Luigi Farris | lista civica "Orgoglio Siniscola" | sindaco | [ 22 ] |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Gian Luigi Farris | lista civica "Orgoglio Siniscola" | Sindaco | [ 23 ] |
Sport
Calcio
La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Siniscola Montalbo, nata nel 2018 dalla fusione delle due storiche squadre locali dello 'Sporting Siniscola' e della 'Polisportiva Montalbo Calcio'. Nella stagione 2022/23 milita nel girone B mwaawsardo di mwaa0promozione.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwabymwabcmwabgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwabkdemo.istat.it, mwaboISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwab4mwab8mwacaClassificazione sismica (mwacemwaciXLS), su mwacmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-33. ↑ mwaccmwacgLuciano Canepari, mwackmwacoSiniscola, in mwacsmwacwIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwac0ISBNmwac4 88-08-09344-1.
cite-note-44. ↑ mwadmmwadqmwaduSINISCOLA (NU), su mwadyitaliapedia.it. mwadcURL consultato il 5 aprile 2012.
cite-note-55. ↑ mwadsmwadwmwad0Siniscola, decreto 1999-07-19 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mwad4Archivio Centrale dello Stato.
cite-note-62. mwaeimwaemPresidenza della Repubblica, mwaeqmwaeuConferimento titolo di Città (mwaeymwaecPDF), su mwaegcomune.siniscola.nu.it, 28 maggio 2013. mwaekURL consultato il 17 giugno 2013 mwaeo(archiviato dall'mwaesurl originale il 23 settembre 2015).
cite-note-77. ↑ Dati tratti da: mwae8mwafamwafemwafimwafmPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwafqmwafuPDF), su mwafyebiblio.istat.it, mwafcISTAT. mwafgmwafkmwafomwafsPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwafwesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-88. ↑ mwagemwagimwagmSiniscola, cittadini stranieri 1 gennaio 2017, su mwagqtuttitalia.it.
cite-note-99. ↑ mwagg mwagkArchiviatomwago il 29 ottobre 2013 in mwagsInternet Archivemwagw. www.comune.siniscola.nu.it/cultura
cite-note-1010. ↑ mwahe mwahiArchiviatomwahm il 29 ottobre 2013 in mwahqInternet Archivemwahu. mwahcSiniscola, capitale del combat rock sardo, con i Kenze Neke e gli Askra che fanno scuola anche oltre il Tirreno.
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cite-note-1313. ↑ mwaiw mwai0Archiviatomwai4 il 29 ottobre 2013 in mwai8Internet Archivemwaja. mwaji...la musica dei Ruja Karrera(...) band nata ai piedi di Montalbo.
cite-note-1414. ↑ mwajy mwajcArchiviatomwajg l'11 marzo 2016 in mwajkInternet Archivemwajo. mwajwSesto compleanno dei Ruja Karrera indianos di Siniscola (La Nuova Sardegna 30 marzo 2012)
cite-note-1515. ↑ mwakamwakeCrono: a colloquio con il rapper di Siniscola.
cite-note-1616. ↑ mwaku mwakySa Pompia: un particolare frutto da cui si ottiene un dolce tipico di Siniscola.
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Bibliografia
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• mwao8Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, 4 (O-S), Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.
• mwapeFrancesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato il 10 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
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Collegamenti esterni
• mwapoLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.
• mwapwSiniscola è diventata città, su lanuovasardegna.gelocal.it.